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January 13
Neapolis, Palepoli, Partenope: la magìa di Napoli è già tutta racchiusa nei miti delle origini. Secondo gli antichi storici greci e romani la nascita della città sarebbe da collegare alla leggenda della semidea marina, la bellissima Parthenope: non essendo riuscita ad ammaliare col suo canto Ulisse che, per resisterle, si era fatto legare dai compagni all’albero della nave, si lasciò morire. Nel luogo dove si trovava la tomba della sirena sarebbe sorta la città di Parthenope. Secondo Stazio e Licofrone, invece, il nome e l’origine della città sarebbero da collegare a Partenu-Opsis, la figlia di Eumelo, re della Tessaglia, che morì dopo essere sbarcata sul nostro litorale, e qui, in suo onore, sarebbe nata la città. Nelle leggende Napoli è sempre legata alla bellezza e alla morte (intesa come rigenerazione, certo), sarà forse per questo che è noto il detto “Vedi Napoli e poi muori”, e che Goethe scrisse: "Da quanto si dica, si narri, o si dipinga, Napoli supera tutto :la riva, la baia, il golfo, il Vesuvio, la città, le vicine campagne, i castelli, le passeggiate…Io scuso tutti coloro ai quali la vista di Napoli fa perdere i sensi!" Qualunque sia la verità delle origini è indubbio che davvero è una città ammaliante: cielo e mare paiono confondersi nella stesse tonalità d’azzurro, gli scogli sembrano candidi confetti baciati e ribaciati da un sole sempre tiepido, il Vesuvio, inattivo da tempo, si pone quasi come una presenza benigna e rassicurante, guardiano fedele o angelo protettivo, le isole di Capri, Ischia, Procida, sono simili a gemme disseminate nell’acqua trasparente. Già le bellezze naturali, da sole, valgono ad affascinare e ad invitare a un viaggio, ma Napoli non è solo cartolina, è cultura, è storia, è tradizione, è musica e tanta sensibile letteratura: basti pensare ai versi perfetti ed armoniosi di Salvatore Di Giacomo, il padre della letteratura partenopea, o alle commedie ricche di umanità del grande Eduardo, di cui si è recentemente festeggiato il centenario della nascita. Ed è anche sorriso, con cui i napoletani hanno condito le miserie del passato e continuano a farlo nel presente, un sorriso per tutti: quello che continuano a suscitare le battute del grande Totò. E poi c’è la canzone: la melodia napoletana è un classico, esportata in tutto il mondo, famosa a tal punto che qualche tempo fa, in Giappone, in occasione di una manifestazione sportiva, fu suonata, credendola erroneamente l’inno italiano, O sole mio, ma c’è anche tanta buona musica emergente che ben coniuga tradizione e innovazione. Come cantava Pino Daniele: Napule è mille culure…’na camminata inte viche miezo all’ato. E forse proprio questo è il modo migliore per conoscerla, viaggiarci dentro, addentrarsi nei vicoli, scoprirne i colori, annusarne i profumi, ascoltarne i suoni, lasciandosi sorprendere dai tesori che racchiude: insinuarsi in quel budello di strada come Spaccanapoli che veramente taglia in due la città, entrare nel Duomo dove da secoli si rinnova il miracolo del santo protettore, visitare il museo di Capodimonte, rabbrividere nella cappella di Sansevero dov’è conservata una coppia (forse i suoi servi) sui quali personalmente il principe Raimondo De ‘ Sangro, tra stregoneria e magia, pare avesse compiuto degli esperimenti, fare un salto indietro nel tempo visitando il Palazzo Reale, dove si sono avvicendati Angioini, Aragonesi e Borboni. Oppure lasciarsela alle spalle, salire sul traghetto ed imbarcarsi alla volta delle isole inebriandosi, cullati dallo sciabordio delle onde e accarezzati dal tepore del sole, alla visione d’insieme della città che ci guarda da lontano. E poi, nel periodo natalizio, non si può non visitare via San Gregorio Armeno, con le bancarelle illuminate a festa, la musica delle zampogne, i canti diffusi dagli altoparlanti, le facce delle belle statuine rappresentanti tutti i personaggi del presepe, nella scia del profumo dei torroni e delle caldarroste vendute agli angoli di strada. Per quanto riguarda la gastronomia la cucina locale è decisamente ottima; trionfano maccheroni e pizze, ma anche mozzarelle di bufala, parmigiana di melanzane, zucchine alla scapece, roventi impepate di cozze, polipi affogati, sauté di frutti di mare ed ottimi fritti di pesce, e per il dolce c’è solo l’imbarazzo della scelta, l’amletiano dilemma se tuffarsi prima in un babà al rum o assaltare direttamente le sfogliatelle ricce o frolle, se la pastiera o le zeppole con la crema e la marmellata di amarene. …Ci torno spesso a Napoli, in treno, in auto, in sogno, col pensiero, e rifaccio sempre lo stesso percorso: in nostalgica escursione parto dalla popolare via Arenaccia, dove sono nata (così chiamata perché, proprio dove ora ci passa la tangenziale, un tempo lontanissimo c'era la spiaggia), taglio per via Carlo Pecchia (goliardicamente ribattezzata dagli studenti via Carlo Pacchia) dove si trova l’antico liceo che ho frequentato, arrivo in Piazza Carlo III, risalgo il corso Garibaldi, supero la stazione centrale, piego a destra, imbocco il corso Umberto, sosto davanti all’Università Federico II, ripensando malinconicamente agli anni in cui ci ho studiato, giungo in piazza Municipio, mi siedo un po’ tra i prati circostanti il Maschio Angioino, poi attraverso Piazza del Plebiscito e, finalmente, imbocco via Caracciolo. Da qui raggiungo una vecchia postazione che per me conserva intatto il suo fascino: gli scogli dai quali mi sporgevo e stupivo quando credevo che il mare di Napoli fosse realmente abitato dalle sirene… Questo è il mio percorso, ma Napoli ha mille percorsi da offrire. Se ancora non ci sei mai stato, tu che mi stai leggendo, devi andarci almeno una volta nella vita, perché davvero Napoli è una città magica....
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Non è giusto che Napoli paghi per colpa di chi ci governa!
January 11 Quando ho sentito lo sparo del tuo sguardo addosso a me lo sai come impazzito il cuore mio si è messo a correre e non si ferma piu' Ma quando poi ci siamo messi a parlare e hai detto quella cosa stupida e' stato come gettare sul mio entusiasmo acqua gelida e non ti voglio piu' io non ti voglio piu' Scusami tanto ma il mio canto non sei tu. Era una falsa partenza solo una falsa partenza colpa del cuore avventato che ho non sa nemmeno cos'e' la prudenza. Era una falsa partenza solo una falsa partenza, si con questa fretta d'amore che ho non ho pazienza e sbaglio sempre un po' e sbaglio sempre un po'
Vedi, ci sono parole che non potranno entrare forse mai nel testo di una canzone perche' non sanno dare brivido una di queste sei tu una di queste sei tu Scusami tanto ma l'incanto non c'e' piu'.
Era una falsa partenza solo una falsa partenza si con questa fretta d'amore che ho non ho pazienza e sbaglio sempre un po' un po' adesso che ho capito che era una falsa partenza.   January 04 LeRoy Jones: "Ognuno cantava un blues differente, e ne esistevano tanti. Erano i cantanti che determinavano come si dovesse cantare. Il blues nacque come musica che si cantava per le proprie esigenze - musica occasionale; questa fu la sua forza e al contempo la sua debolezza".
B.B. King: "La prima volta che ho incontrato il blues fu quando mi portarono qui su una nave. C'erano uomini su di me e molti altri usavano la frusta ... adesso tutti vogliono sapere perchè canto il blues ..."
La musica blues è la vera star di tutti i tempi. Tutti, dai musicisti hard rock a quelli country, ai cantanti di teatro, sono passati per il blues e hanno affermato con un'espressione convinta di aver suonato questo tipo di musica. Ascoltando un brano di musica blues potete gustare tutti i tipi di ingredienti musicali; ma come è possibile sapere se si tratta di vero blues o di qualche cosa di diverso? Per capire che cos'è il blues bisogna prima capire che cosa non è , e, nel farlo, sbarazzarsi anche di alcune idee preconcette. Negli anni il blues è stato dipinto come una lenta e triste musica ricca di desolate immagini di disperazione personale ("la mia ragazza mi ha lasciato, mi sento a terra, e la mia vita non ha piu' senso"); piu' che una musica, un lamento. Naturalmente, è tutto falso. Il blues è un mezzo di espressione di sè, una sorta di catarsi, possiamo dire. Questo aiutera' a sollevare l'artista, e di conseguenza l'ascoltatore, dalle pene della vita.
Ecco il n° 1 Il grande BluesMan emiliano.

January 02 È un po’ divertente questo sensazione che ho dentro Non sono uno di quelli che riescono a nasconderlo facilmente Non ho molto denaro, ma, dannazione, se l’avessi comprerei una grande casa dove potremmo vivere entrambi. Se fossi uno scultore, ma anche se non lo fossi o uno che prepara pozioni in uno show itinerante So che non è molto, ma è il meglio che posso fare Il mio regalo per te è la mia canzone e questa è per te
E puoi dire a tutti, che questa è la tua canzone Forse è molto semplice ma ormai è fatta. Spero che non ti dispiaccia, spero che non ti dispiaccia quello che ho messo per iscritto Come è meravigliosa la vita ora ce ci tu sei nel mondo.
Mi sono seduto sul tetto e ho tolto il muschio con un calcio Allora alcuni versi beh, mi sono proprio girati nella mente Ma il sole è stato davvero gentile mentre scrivevo questa canzone È per le persone come te che lo tengono acceso
E scusami se l'ho dimenticato ma è una cosa che mi succede lo vedi, ho dimenticato se sono verdi o azzurri comunque ciò che conta, quello che voglio davvero dire, è che i tuoi sono gli occhi più dolci che ho mai visto
E puoi dire a tutti, che questa è la tua canzone Forse è molto semplice ma ormai è fatta. Spero che non ti dispiaccia, spero che non ti dispiaccia quello che ho messo per iscritto Come è meravigliosa la vita ora ce ci tu sei nel mondo. 
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